GIU' LE MANI!
ovvero la pioggia se ne va.

Benvenuti

No alla censura!

Qui trovate

Ispirazioni

A voi la parola

Amici & Altro


L'adorato (o My Juvenile)

Parole su carta

Pellicole

Seguitemi!

User: BallAndBiscuit
sono=sono



Vecchiume

Credits

pensieri balenatemi in testa alle 16:42 di Thursday, 07 May 2009
“. . . devotees of the I Ching who have a favourite hexagram tattooed on each toe, who can never stay in one place for long, can you guess why? Because they always have I Ching feet!”

Gravity's RainbowEcco, ce l'ho fatta, lunedì ho finito una delle imprese letterarie più toste - ma anche più soddisfacenti - della mia vita di lettrice: ho completato la lettura (rigorosamente in lingua originale) di quello che ormai considero il capolavoro assoluto della letteratura postmoderna, nonché credo uno dei libri più lunghi e complessi che mi siano capitati tra le mani dopo Ulysses di Joyce e À la recherche du temps perdu di Proust (entrambi per me impossibili da portare a termine).

Eppure Gravity's Rainbow non è stato solo una grandissimo traguardo raggiunto, una soddisfazione personale, è stato anche una lettura molto piacevole, che m'ha regalato tantissime emozioni diverse e sempre intense. Appena sono entrata un attimo nello stile di scrittura e negli assurdi voli pindarici di Pynchon (con cui però avevo già una discreta consuetudine, avendo letto in precedenza altri suoi lavori), ho potuto apprezzare le situazioni assurde, l'amalgamarsi di elementi pop ed esoterici, la miriade di personaggi-marionette soli e (mai veramente descritti) che si dimenano in una realtà fatta di guerra, scienza, canzoni, droga, dolcetti, sadismo, religiosità perduta, missili, femmes fatales, lager, sesso, amore e pazzia.

Vi risparmio la trama o altri dettagli infiniti (se proprio ne siete curiosi, cliccate sui riferimenti riportati qui sotto, lì troverete anche troppo, garantito), semplicemente questo libro a mio avviso descrive efficacemente il mondo contemporaneo – pur essendo ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale – e incarna alla perfezione il post modernismo: caos (o per meglio dire, entropia), distruzione, pastiche, frammentazione, globalizzazione, paranoia, il più potente che schiaccia i più deboli, scienza al servizio della morte... Senza contare che l'eroe protagonista, dall'emblematico nome di Tyron Slothrop (possibile anagramma di molte cose), è un tipico antieroe da romanzo moderno, uno che si fa fregare, che si arrabatta, che è perso e solo anche più degli altri, e a cui non ti affezioni mai veramente, neanche dopo 900 pagine di libro, e che alla fine di tutto non muore, non vince o perde, semplicemente “si dissolve”.

Insomma, a conti fatti vale la pena farsi sfidare da Pynchon, e cercare di venire a capo dei suoi intricati riferimenti e delle sue lunghissime divagazioni, perché dopo una lettura del genere non vedrete più il mondo che vi sta intorno, o la letteratura, come prima. Questo è uno di quei romanzi da cui, una volta letti, non ci si può più staccare, e che probabilmente mi ritroverò a rileggere varie volte, a livelli differenti, perché mi darà sensazioni diverse ad ogni lettura, ad ogni pagina, come ha già fatto questa prima volta.

Se mai v'imbarcherete (o vi siete già imbarcati) nell'impresa, saprete di che sto parlando, quindi per citare il nostro incognito romaziere: good luck.



Riferimenti, aiuti alla lettura e altre stranezze

In inglese:

http://gravitys-rainbow.pynchonwiki.com/
Una Wiki solo per Gravity's Rainbow, con ogni personaggio e riferimento spiegato sia in rodine alfabetico che in ordine per pagina. Un lavoro enorme fatto da ammiratori e fanatici del misterioso scrittore.

http://www.themodernword.com/pynchon/pynchon_gr.html

Raccolta di articoli di vario genere su GR e su Pynchon in generale. Vi trovate un riassunto della trama pagina per pagina, link a illustrazioni e reading companion, nonché un... invitante invito alla lettura (rigorosamente spoiler-free) che vi spiega come e perché vale la pena affrontare il capolavoro postmoderno per la prima volta. Degna di nota anche l'interessantissima analisi di Allen Ruch sulla struttura del libro in base a corrispondenze con Tarocchi, l'Albero della Vita, il Calendario Cristiano, il mito dell'Eroe ecc ecc.


In italiano:

http://www.webalice.it/tommasopincio/index.html
Aliens Don't Suck! Già il titolo vi fa capire tutto. Questa specie di caos primordiale cela una raccolta di saggi e articoli vari riguardanti Pynchon; vi potete trovare improbabili argomentazioni quali “tazze del cesso in Gravity's Rainbow e paragone con Duchamp” o essays di Pynchon stesso su altri libri o scrittori. Da notare anche la grafica incredibile, e il fatto che uno dei maggiori collaboratori è proprio l'omonimo italiano del nostro, certo Tommaso Pincio. Fateci un giro.

permalink ::::: vuoi dire la tua? comments (2) :::: parte di : thomas pynchon, parole su carta